Se non ci conoscete *

Se non ci conoscete

Se non ci conoscete guardateci dall’atto
Noi siam i paraca del battaglion d’assalto
Bombe a man e carezze col pugnal. Se non ci conoscte guardateci sul viso
Veniamo dall’inferno e andiamo in paradiso
Bombe a man e carezze col pugnal. Se non ci conoscte ve ne darem le prove
Noi siamo i paraca del Capitan……..
Bombe a man e carezze col pugnal. E se l’artiglieria fa il suo bombardamento
Il paraca và all’assalto veloce come il vento
Bombe a man e carezze col pugnal. Paraca e lupi neri giocavano a scopone
Han vinto i paraca con l’asso di bastone
Bombe a man e carezze col pugnal.

Abbiamo per trofeo un brutto basco nero
Gli abbiam riservato un posto al cimitero
Bombe a man e carezze col pugnale.


 

Il mercenario

Il mercenario

Sono morto nel Katanga,
venivo da Lucera,
avevo quarant’anni
e la camicia nera. Di me la gente dice
che sono un mercenario
soltanto per bottino
soltanto per denaro. Ma adesso che son steso
guardate nel mio sacco,
ci troverete un mitra
e un’oncia di tabacco. Invano cercherete
soldi nel tascapane,
li ho spesi proprio tutti
insieme alle puttane. Amavo una ragazza
di razza Congolese
ma l’ho perduta ai dadi
con Jimmi l’Irlandese. Se io fossi rimasto a casa
là nella mia Lucera
avrei la moglie grassa,
i figli e la pancera. Avrei la moglie grassa
le rate, la seicento,
mutua, televisione
panciotto, doppiomento. Invece sono andato
in giro per il mondo
adesso sto crepando
quaggiù nel basso Congo. Salvai monache e frati
dal rogo del ribelle
ma il Papa se ne frega
se brucia la mia pelleLa mia pelle brucia
in questo letamaio,
ma l’ONU se ne frega
perchè son mercenario.

I fuochi sono spenti
ormai scende la notte,
addio verdi colline,
addio dolci mignotte. Addio dolci bambine
coi fiori tra i capelli,
ragazze senza nome
lasciate nei bordelli. Coi nostri baschi rossi
ho fatto una bandiera,
portatela agli amici
che invecchiano a Lucera.

Viva la morte mia
viva la gioventù
viva la morte mia
viva la gioventù.

Cimitero di Folgori

Cimitero di Folgori

Nel giorno di El Alamein
giorno di morti per chi vive ancora,
s’udì sotto le zolle deserte
seminate
di silenzio e di croci,
un mare d’uomini. Corpi antichi lanciati,
squali di vento veloci
frenati da seta
o da morte. Si udì un mare
di rupi nemiche
di sole assetato
di ciottoli diacci
di notti severe
gli sguardi biechi della luna
le buche, l’attesa… Udimmo qui il mondo falò
bruciare bestemmie
e preghiere Udimmo il sospiro di vetro gelarsi
in occhi morenti
Paracadutisti.

Ossa d’aria-teschi di ferro
dimenticati protagonisti
del tempo.

Baschi rossi e fregi d’oro

Baschi rossi e fregi d’oro

Baschi rossi e fregi d’oro
sguardo limpido e sereno
siamo arditi paracadutisti
e dal cielo ci lanciamo. Con il mitra tra le mani
col pugnale in mezzo ai denti
sul nemico arditi ci lanciamo
non ci trema il cuor davvero! Quando il compito è più duro
mai esitiam,mai ci arrendiam
quando il cielo si fà più scuro
allora noi cantiamo…. Là sul nemico che ci accoglie
col suo fuoco distruttor
là sul nemico dove romba
la mitraglia ed il cannon. Il nostro fregio sarà
sarà quello che su tutti trionferà
e una voce ci dirà che siam
siam forti,coraggiosi,paracadutisti siam.

Canto del guerriero Parà

Canto del guerriero Parà

Cantiamo in cor una canzon, del guerriero parà
lo spirito in fiore ci esorta a lottar.
Per te nostra amata Italia,
vermiglio sangue verserem,
vicino è il momento in cui barbarie lotterem. Basco rosso avanguardia di gloria,
alla morte ridiam così: ah ah ah!
Mostrare vogliamo al mondo
che nelle rovine in piedi sarem! La morte ormai paur non fa,và a letto col parà;
col sol che splende nel cuor,l’onor difenderà. Paraca nostro camerata,nel cielo sei andato a morir,
sul volto avevi un sorriso,in eterno vivrai con noi. Basco rosso avanguardia di gloria,
alla morte ridiam così:ah ah ah!
Mostrare vogliamo al mondo
che nelle rovine in piedi sarem! In faccia al mondo noi gridiam:Onore e Fedeltà.
E siamo fieri di esser qui, puri e duri a morir.

Siam volontari paracadutisti
veniamo da ogni region,
lottando da Oslo a Corfù,
faremo l’Europa nazion!

Arditi Incursori

Arditi Incursori

Guardiam su nel ciel il segno giungerà
gli arditi incursori dal ciel discenderan;
per l’ultima battaglia la terra tremerà
la danza della morte i cuori temprerà!

Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà…Sabotator!

Sempre in avanti i ranghi serrerem
e questo mondo marcio domani crollerà
sarà la nostra marcia che il suoi calpesterà
sarà il nostro sangue che ci riscatterà!

Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà…Sabotator!

Alla nostra terra fedeli resterem
per noi la nuova Europa in piedi risorgerà
risorgerà l’Europa, risorgerà con noi
il grido di battaglia dai petti salirà!
Arditi incursori del Nono Battaglion
mastini della guerra il tamburo suonerà…Sabotator!

Bagnando il Basco *

Bagnando il Basco

Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor,
il vento di morte, il freddo terror
quando ci sfida è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio, il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.
All’apparire del tuo fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a sapere di morir.
Allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
non conosciamo paura o timor,
ma morirem con rabbia in cuor per l’onor.
Il vento di morte, il freddo terror
quando ci splende è allor che splende nel cuor
il nostro coraggio il nostro valor
noi siam parà in lotta per la civilità.


Paracadutisti d’ Italia

Paracadutisti d’ Italia

Nel volo più audace
di guerra o di pace
i Paracadutisti pronti son.
Un lancio…
nel folle uragano…
e poi l’azzurro, la gaiezza in cuor!

(Ritornello):
Dei Paracadutisti l’ardimento
lo canta il vento
al mondo inter…
Fra cielo e terra nasce il loro valore
non han timore
indomito è il voler!
Discendon lievi lievi
come angeli nel sol;
eterni e pure brevi
son gli istanti di quel vol…
Ai Paracadutisti onore e gloria
e la Vittoria
ci arriderà!

Con animo forte
sfidando la sorte
si lanciano dall’alto in un balen…
Un tuffo…
il vuoto li accoglie,
e li sospinge invitta volontà!

Rit.

Son figli d’italia
nessuno li uguaglia
le mente salda, i nervi come acciar…
Soldati…
mandati dal Cielo
nel sacrosanto impegno d’un dover!

Rit.

Bandiere al vento

Bandiere al vento

Spunta l’alba sul camin
e il guerriero marcia già;
è venuto da lontan
per servire la civilità,
l’erba verde intorno a sè
gli ricorda che a Da Nang
tanto sangue è corso già,
corso per la libertà
altri luoghi, altri color
ma nel cuore lo stesso ardor
basco rosso e lealtà
l’occidente trionferà. C’era il sole a Dien Bien Pu
ma nessuno si scaldò
con Onore e Fedeltà
a vent’anni si morì
e l’oblio di chi non sà
il disprezzo di chi odiò
rabbia orgoglio a noi daran
bandiere al vento per marciar. Ora è notte sul cammin
forse il sole non rivedrò
camerata, eroe, parà
la nostra fede trionferà.

Avanti Ardito

Avanti Ardito

L’Ardito è bello l’Ardito è forte
ama le donne e beve il buon vin,
per le sue fiamme, color di morte,
trema il nemico quando è vicin! Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano. Fiamme nere avanguardia di morte,
siam vessillo di lotta e d’onor,
siam l’orgoglio mutato in coorte,
per difendere d’Italia l’onor! Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano. Quante volte fra tenebre folte
nella notte estraemmo il pugnal,
fra trincee e difese sconvolte
dalla mischia cruenta fatal! Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano. Mamma non piangere, se c’è l’avanzata
tuo figlio è forte, paura non ha
asciuga il pianto della fidanzata,
che nell’assalto si vince o si muor! Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano. Una stella ci guarda, la sorte;
e ci avvincon tre fiamme d’amor,
tre parole di fede e di morte:
il pugnal, la bomba ed il cor. Avanti Ardito, le fiamme nere,
son come simbolo delle tue schiere,
scavalca i monti, divora il piano,
pugnal tra i denti e bombe a mano.