L’eccidio di San Rossore

L’eccidio di San Rossore

L’eccidio di San Rossore, o strage dell’Idrovora, fu uno dei più gravi massacri nazisti compiuti contro civili in Toscana durante la ritirata tedesca del 1944. Il 9 agosto, nella Tenuta di San Rossore presso l’idrovora del Fiume Morto tra Pisa e San Giuliano Terme, una pattuglia del 16° battaglione esploratori della 16ª SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”, agli ordini del maggiore Walter Reder, uccise nove civili appartenenti a due famiglie sfollate rifugiate nella pineta. Le vittime furono soprattutto donne e ragazze adolescenti, mentre gli uomini superstiti vennero catturati e deportati.

La strage avvenne nel contesto della ritirata tedesca lungo la Linea Gotica, quando Pisa aveva assunto un ruolo strategico per la difesa del fronte. In Toscana occupazione militare, rastrellamenti e deportazioni colpivano duramente la popolazione civile, costretta spesso a rifugiarsi nei boschi e nelle campagne per sfuggire ai lavori forzati imposti dai tedeschi. Anche la Tenuta di San Rossore era stata militarizzata e trasformata in presidio delle SS.

Tra gli sfollati nascosti nella pineta vi erano le famiglie Scudeller e Davini, rifugiate in un riparo improvvisato vicino all’idrovora. Il 9 agosto una pattuglia delle SS scoprì il rifugio durante un rastrellamento. Pur non trovando partigiani o combattenti armati, i soldati aprirono il fuoco contro i civili, uccidendo donne e bambini e deportando gli uomini adulti.

Le vittime furono Lina e Anna Bucciarelli, Elda Davini, Eva Del Chicca-Davini, Ruffo Davini, Ermenegilda Giraldi, Elena, Nerina e Jolanda Scudeller. L’eccidio colpì quasi interamente due nuclei familiari e rappresentò uno dei numerosi massacri compiuti dalla 16ª SS “Reichsführer-SS” durante la ritirata in Toscana ed Emilia-Romagna.

     Roberto Marchetti

Fonti: wikipedia.org. Parcosanrossore.org. Lanazione.it

Foto: Roberto Marchetti

Coordinate del luogo: 43.734251, 10.309988