Caserma Vito Artale

Caserma Vito Artaleex Caserma Umbero I°

 

La caserma Vito Artale

Cenni storici

La Caserma Vito Artale si colloca nel cuore più sensibile e simbolicamente denso del tessuto urbano pisano, nel centro storico della città, in prossimità immediata della Piazza dei Miracoli, uno dei luoghi monumentali più rilevanti d’Europa, e occupa per intero un isolato di forma quadrilatera delimitato a nord da via Savi, a est da via Roma, a sud da via Derna e a ovest da via Nicola Pisano, configurandosi fin dalla sua origine come un complesso edilizio di forte impatto morfologico e funzionale nel quadro della città ottocentesca in fase di riorganizzazione moderna. L’ubicazione, per le sue caratteristiche ambientali, urbanistiche e simboliche, deve considerarsi ottima, centrale e particolarmente ricercata, elemento che contribuisce a spiegare la rilevanza strategica attribuita al sito in epoca postunitaria, quando lo Stato italiano, nel contesto più ampio del consolidamento delle proprie strutture amministrative e militari dopo l’unificazione nazionale, promosse un programma diffuso di edificazione e razionalizzazione delle infrastrutture dell’Esercito nelle principali città del Regno. La costruzione del primo nucleo di edifici risale infatti alla fine del 1889, in un periodo segnato da profonde trasformazioni urbane, dall’ammodernamento delle città storiche e dalla definizione di nuovi equilibri tra funzioni civili e funzioni militari, in cui le caserme rappresentavano non solo presidi operativi, ma anche strumenti di controllo territoriale e di presenza simbolica dello Stato nel tessuto urbano. L’impianto edilizio si presenta come un compendio unitario esteso, secondo la risultanza catastale, per complessivi 17.780 metri quadrati comprensivi di aree coperte e scoperte, ed è costituito da una pluralità di fabbricati di vecchia costruzione caratterizzati da strutture perimetrali e interne portanti di notevole spessore, realizzate con muratura mista di pietra e mattoni, e da solai prevalentemente a volta, soluzioni costruttive che riflettono sia le tecniche edilizie diffuse tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, sia le esigenze di robustezza, durabilità e sicurezza proprie degli edifici militari, destinati a ospitare funzioni logistiche, alloggiative e di rimessaggio. Nel corso del tempo la Caserma Vito Artale è stata oggetto di successivi interventi di ampliamento e rimodernamento, che ne hanno progressivamente modificato l’articolazione interna e le destinazioni d’uso, adeguandole alle mutate esigenze operative dell’Esercito e alle trasformazioni tecnologiche che hanno investito l’organizzazione militare tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo; in particolare, nel secondo dopoguerra, nel quadro delle opere di riparazione e ricostruzione rese necessarie dai danneggiamenti subiti durante il conflitto, furono eseguiti lavori strutturali volti non solo al ripristino delle parti compromesse, ma anche all’aumento del numero dei vani e alla riconversione funzionale di spazi originariamente destinati a scuderie e letamai, che vennero trasformati in magazzini e autorimesse, segno tangibile del passaggio da un’organizzazione militare ancora in parte legata alla trazione animale a una pienamente motorizzata, coerente con l’evoluzione dei mezzi e delle dottrine militari del Novecento. Dal punto di vista amministrativo e giuridico, l’intero compendio risulta iscritto nel Nuovo Catasto Edilizio Urbano alla scheda partite 1945 in conto del demanio pubblico dello Stato, ramo Difesa–Esercito, ed è rappresentato dalle particelle 171, 172, 174, 175, 176, 177, 178, 179, 180 e 181, a testimonianza della sua unitaria appartenenza patrimoniale e della sua stabile destinazione a uso militare, mentre sul piano urbanistico, nel Piano Regolatore Generale del Comune di Pisa, l’area è compresa in zona di “Ristrutturazione” ed è al contempo vincolata a “Servizi di interesse pubblico”, una classificazione che riflette la complessa stratificazione di funzioni, valori e vincoli che gravano sul complesso, chiamato a confrontarsi con le esigenze di tutela del centro storico, con la prossimità a un contesto monumentale di eccezionale rilevanza e con le prospettive di riuso o rifunzionalizzazione proprie delle politiche urbane contemporanee. A ciò si aggiunge il vincolo di tutela ai sensi della legge n. 1089 del 1° giugno 1939 (2), che inserisce la Caserma Vito Artale nel quadro della protezione dei beni di interesse storico e artistico, riconoscendone il valore culturale in quanto testimonianza materiale di una stagione storica in cui l’architettura militare si integrava, non senza tensioni, nel tessuto delle città storiche italiane, contribuendo a ridefinirne assetti spaziali, equilibri funzionali e gerarchie simboliche in un lungo arco temporale che attraversa l’età postunitaria, le due guerre mondiali e la fase della ricostruzione repubblicana.


Si compone dei seguenti fabbricati(1):

DenominazionePianiSup. Cop. Mq.Volume
1Fabbricato ComandoT. 1 – 278212.505
2Comando e Servizi VariT. 1 – 23.29848.293
3Cucine e MensaT.4702.338
4TeatroT.4202.940
5Magazzini e Servizi IgieniciT.8073.595

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1 I dati sono stati rilevati all’Ufficio Tecnico Erariale di Pisa.
2 Legge 1° Giugno 1939, n° 1089 “Tutela delle cose d’interesse artistico e Storico”; pubblicato sulla G.U. 8 Agosto 1939, n° 184.

 

Dalla sua costruzione ad oggi nella Caserma sono stati alloggiati vari Reparti dell’Esercito tra i quali possiamo ricordare:
Il 94° Reggimento Fanteria ;
Il 22° Reggimento Fanteria e Comando “CREMONA”;
il 3° Reggimento Artiglieria Contraerea Pesante da 90/50;
il 3° Reggimento Artiglieria Pesante Campale da 155/23;
il Battaglione Logistico Paracadutisti “FOLGORE”, della Brigata Paracadutisti “FOLGORE”;
il 6° Reggimento di Manovra (Nel quadro del progetto di riordinamento del settore logistico dell’Esercito Italiano);
il Reggimento Logistico Paracadutisti “Folgore”.

 

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