Due valorosi

Il Ponte di Pisa n.42 del 18 ottobre 1896

Due valorosi – Onorificenze militari per due ufficiali pisani
Il Ministero della Guerra conferì la medaglia d’argento al valor militare a due ufficiali pisani, il capitano Alfredo Alferazzi e il tenente Egisto Gadducci, per il coraggio dimostrato durante i combattimenti in Africa. Alferazzi si distinse nelle operazioni di Aga e Debra Matzo, contribuendo a respingere le forze avversarie, mentre Gadducci si segnalò a Tuerif per l’efficace direzione del fuoco d’artiglieria. I colleghi del 7° artiglieria decisero inoltre di offrire a Gadducci una medaglia d’argento in segno di stima e affetto. L’articolo celebra il valore dei due militari, esprimendo l’orgoglio e il riconoscimento della città di Pisa.

Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa

 

 

 

 

 

Partenza per l’ Africa

Il Ponte di Pisa n.5 del 02 febbraio 1896

Nuove partenze di militari per l’Africa

Come riportato da Il Ponte di Pisa del 2 febbraio 1896, altri soldati del reggimento di fanteria di stanza in città partirono alla volta dell’Africa. Alla stazione ferroviaria, i militari furono salutati con una spontanea e commovente manifestazione di affetto e solidarietà, a testimonianza della partecipazione della cittadinanza alle vicende delle truppe impegnate nella campagna africana.

 

 

 

 

 

Per l’Africa

Il Ponte di Pisa n. 52 del 15 dicembreb 1895

La partenza dei militari del 23° Reggimento Fanteria per l’Africa

Venerdì mattina, con il treno delle 5:50, partirono alla volta di Napoli, per poi imbarcarsi verso l’Africa, 29 militari del 23° Reggimento Fanteria di stanza in città. Nonostante l’ora mattutina, numerose autorità civili e militari, tra cui il generale Chapirone e il sindaco Gambini, insieme a una folta rappresentanza di studenti universitari e cittadini, si riunirono alla stazione per salutarli. La partenza fu accompagnata dalla banda reggimentale e da calorose acclamazioni patriottiche, in un clima di grande entusiasmo e partecipazione.

Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa

Cortesie militari

Il Ponte di Pisa n. 48 del 17 novembre 1895

Cordiale incontro tra i militari del 23° Fanteria e del 7° Artiglieria
La sera dell’11 novembre, in occasione della festa di San Martino, gli ufficiali e i sottufficiali del 23° Reggimento Fanteria organizzarono presso la caserma Umberto I un incontro conviviale con i commilitoni del 7° Reggimento Artiglieria. La serata, animata da brindisi, discorsi patriottici e manifestazioni di entusiasmo per il Re, la patria e l’esercito, si svolse in un clima di grande cordialità. L’iniziativa testimoniò il forte spirito di corpo e di fratellanza che univa i militari delle diverse armi presenti in città.

Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa

 

Saluti e Cortesia

Il Ponte di Pisa n. 38 del 8 settembre 1895

Il saluto della Giunta comunale al 23° Reggimento Fanteria
In occasione dell’annunciato arrivo in città del 23° Reggimento Fanteria, la Giunta comunale deliberò di inviare un telegramma di benvenuto al comandante, colonnello Piccinini. Nel messaggio, il prosindaco Gamrini espresse, a nome dell’amministrazione e della cittadinanza, il più cordiale saluto ai graditissimi ospiti, manifestando il desiderio di porgere personalmente i propri ossequi al comandante.

 

Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa

 

 

 

Suicidio del soldato

Il Ponte di Pisa n.11 del 17 marzo 1895

Il tragico suicidio di un caporale livornese
Il caporale infermiere Giovanni Brasadin, originario di Livorno e appartenente al 7° reggimento di artiglieria, si tolse la vita mentre si trovava in prigione, ingerendo del sublimato corrosivo che era riuscito a introdurre nella cella. Secondo le notizie dell’epoca, il militare avrebbe dovuto scontare una severa punizione per debiti contratti con commilitoni di grado pari o inferiore. Trasportato d’urgenza in ospedale, morì nonostante i tentativi dei medici di salvarlo.

 

Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa

 

 

 

Un omicidio in Caserma

Il Ponte di Pisa n.33 del 26 agosto 1894

 

Un omicidio in caserma – La morte di un giovane artigliere
Nella caserma del 7° reggimento artiglieria, un violento litigio per futili motivi tra il soldato Di Murro, originario di Lagonegro, e il volontario Barucci, del distretto di Livorno, si concluse tragicamente. Di Murro colpì il commilitone al petto con un coltello, provocandogli una grave ferita che ne causò la morte dopo due giorni di agonia. L’aggressore fu immediatamente arrestato e successivamente trasferito alle carceri militari di Firenze, in attesa di un probabile processo davanti al tribunale militare. I funerali di Barucci videro un’ampia partecipazione di ufficiali e soldati, che espressero il proprio cordoglio e la condanna del gesto omicida.

 

Fonte: Polo Biblioteca Universitaria di Pisa