Le “due” croci

Ambulanza della Croce Rossa Italiana
Fonte: ligurianotizie.it
Il simbolo della Croce Rossa su fondo bianco, nonostante la sua lunga storia che inizia nel 1864, è oggi spesso oggetto di fraintendimenti da parte dell’opinione pubblica che tende a sovrapporre realtà diverse in cui tale simbolo viene utilizzato. Vivendo in un paese che ha goduto, e gode nella quotidianità, di un lungo periodo di pace rimane oggi, tra i più, una vaga conoscenza della funzione di tale simbolo nel contesto dei conflitti armati e nelle operazioni ed attività militari. Per di più la Croce Rossa su fondo bianco è quasi visivamente identica quando serve ad identificare mezzi, personale e strutture dell’ Organizzazione della Croce Rossa, sia per le Società Nazionali che per la Federazione ed il Comitato Internazionale della Croce Rossa; siamo infatti abituati a vedere circolare quotidianamente ambulanze ed automezzi della Croce Rossa Italiana e viene quindi spontaneo chiedersi in cosa consiste la differenza.

Ambulanza dell’ Esercito Italiano
Fonte: tekne.it
Nelle Forze Armate e nei Corpi dello Stato il simbolo raffigurato su ambulanze, mezzi e aeromobili non rappresenta l’appartenenza all’Organizzazione della Croce Rossa, ma ha un valore giuridico ben preciso in virtù dell’applicazione delle norme del Diritto Internazionale Umanitario dei conflitti armati che si applicano fin dal tempo di pace. Esso è un emblema di protezione per quei mezzi militari, le strutture e per quel personale cui è assegnato il compito dello sgombero e soccorso sanitario dei feriti e dei malati di guerra che sono rispettati e protetti dalle Convenzioni di Ginevra, questi non possono e non devono essere oggetto di violenza bellica, sia per i feriti che per il personale sanitario ed i loro mezzi in quanto non partecipano attivamene alle ostilità ed adempiono solo alla loro missione di soccorso.
Questa realtà giuridica ormai consolidata tra tutti gli Stati è ormai divenuta “diritto internazionale consuetudinario”, essa trova le sue origini dalla prima stesura del testo della Convenzione di Ginevra approvato nel 1864, testo consolidato ed ampliato da successive Conferenze Diplomatiche Internazionali fino al testo vigente delle quattro Convenzioni di Ginevra adottate da tutti gli Stati nel 1949 ed integrate dai Protocolli Aggiuntivi alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949.
Il simbolo adottato nel 1864 per concedere la protezione ai feriti ed ai malati degli eserciti in guerra fu un omaggio alla Confederazione Elvetica che ospitò la Conferenza Diplomatica Internazionale; da allora è utilizzato per indicare e proteggere il personale sanitario militare, le strutture mediche, i mezzi di evacuazione e le installazioni ospedaliere in tempo di conflitto. Tale impiego ha lo scopo di segnalare la neutralità e la funzione umanitaria di soccorso di questi elementi per distinguerli, fin dal tempo di pace, ne garantisce la protezione contro gli attacchi armati stante la condizione che questi non prendano direttamente parte alle ostilità. In tale contesto, l’uso della Croce Rossa non identifica la medesima Organizzazione, ma funge da protezione per evitare che chi nelle Forze Armate ha il compito permanente della cura dei feriti possa venire individuato ed ingaggiato come un obiettivo militare.
Il famoso adagio popolare “non si spara sulla Croce Rossa” che in passato i nostri nonni ed i padri ben conoscevano, e comprendevano, sta proprio ad indicare quanto abbiamo finora descritto.
Desta tuttavia preoccupazione il fatto che, al di fuori delle Forze Armate e dell’Organizzazione della Croce Rossa, vada sbiadendo nell’opinione pubblica, nazionale ed internazionale, questo preciso divieto: ciò forse dovuto al continuo afflusso di informazioni dai recenti teatri di guerra che poco alla volta fanno percepire come naturali lo svolgimento di taluni cruenti episodi nel conflitto, mentre invece alla luce del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati non lo sono affatto e sono manifestatamene reato; manca quindi in generale un’educazione alla popolazione ed in particolare nei giovani, basti pensare a taluni video games molto diffusi dove è naturale ottenere un punteggio maggiore se si colpiscono le ambulanze con la croce rossa e si eliminano i nemici feriti: ciò non educa affatto le future generazioni.

Ambulanza della Mezza Luna Rossa
Fonte: ansa.it
Tornando al simbolo della Croce Rossa esso è utilizzato anche come emblema identificativo dell’organizzazione della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, cioè di quel complesso organizzativo che comprende il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) e le singole Società Nazionali come la Croce Rossa Italiana.Le attività di soccorso che la Croce Rossa svolge in tempo di pace, in caso di calamità naturali o durante gravi emergenze sanitarie, sono ben distinte da quelle delle Forze Armate e godono di un’autonomia operativa riconosciuta anche in caso di guerra.
In tale fattispecie, il simbolo assume la funzione di “uso distintivo” e rappresenta l’identità dell’Organizzazione di Croce Rossa che opera con tutte le sue articolazioni, sempre nel rispetto di 7 principi fondamentali che il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa si è imposto: neutralità, imparzialità, umanità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità.

Vehicles of International Committee of Red Cross
Fonte: azernews.az
Nonostante questa netta distinzione giuridica e funzionale, la sovrapposizione visiva dell’immagine e la scarsa conoscenza del Diritto Internazionale Umanitario contribuiscono a generare confusione. Il personale sanitario delle Forze Armate che opera con la Croce Rossa cucita sulla divisa (bracciale di neutralità) può facilmente essere percepito, erroneamente, come un membro della Croce Rossa Italiana o di un’altra Società Nazionale.
Tale equivoco è favorito anche dal fatto che, in determinate situazioni, l’Organizzazione della Croce Rossa collabora con le Autorità civili e militari nel garantire soccorsi alla popolazione, ciò rafforzando l’idea che sussista un legame gerarchico ed organico, laddove invece si tratta di cooperazioni regolamentate per talune esigenze temporanee in base al principio di indipendenza: Le Società Nazionali di C.R. sono Ausiliarie dei Servizi Umanitari dei loro Governi e sono soggetti alle Leggi dei rispettivi Paesi, ma devono sempre mantenere la loro autonomia in modo che possano essere in grado in ogni circostanza di agire in conformità con i principi del Movimento Internazionale.
L’uso del simbolo è rigidamente regolamentato: il suo impiego improprio costituisce una violazione del Diritto Internazionale, ne è vietato l’utilizzo commerciale o pubblicitario, o da parte di soggetti non autorizzati. L’emblema, infatti, è tutelato fin dal tempo di pace in quanto simbolo di protezione umanitaria e la sua banalizzazione, o strumentalizzazione, rischia di comprometterne l’efficacia; tuttavia il simbolo oltre che ad essere utilizzato dalle Forze Armate o dall’Organizzazione della Croce Rossa è anche consentito ove si svolge una missione medica pubblica gratuita verso la popolazione, per tale ragione lo vediamo legittimamente raffigurato in alcuni Pronto Soccorso o più banalmente
indicato sui percorsi per raggiungerli.
Nel tempo, in risposta alla necessità di evitare le ambiguità e rispettare la pluralità culturale, sono stati introdotti anche altri simboli con lo stesso valore giuridico, come la Mezzaluna Rossa, utilizzata prevalentemente nei paesi musulmani, ed il Cristallo Rosso: simbolo adottato nel 2005 con il III° Protocollo Aggiuntivo alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949. Tali emblemi hanno la stessa funzione protettiva ed identificativa e sono soggetti alle medesime norme determinate dal Diritto
Internazionale nei Paesi che ne decidono per legge l’adozione.
Titolari delle quattro Convenzioni di Ginevra non sono le singole Società Nazionali di Croce Rossa o Mezzaluna Rossa, o il Comitato Internazionale della Croce Rossa con sede a Ginevra, bensì gli Stati firmatari delle Convenzioni, al Comitato Internazionale della Croce Rossa mediante la capillare organizzazione del movimento internazionale viene affidato in virtù delle stesse Convenzioni il compito di esserne custode, tutore e promotore, ed adottando il medesimo simbolo.
È fondamentale quindi differenziare chiaramente tra il significato protettivo dell’emblema della Croce Rossa in campo bianco utilizzato dai Corpi Sanitari Militari ed il significato identificativo in uso all’Organizzazione di Croce Rossa, affinché si possa comprendere appieno il valore di neutralità e protezione che questo incarna ed affinché se ne continui a preservare l’integrità simbolica ed il valore legale in ogni contesto d’impiego sia in pace che in guerra.
Roberto Marchetti
Un particolare ringraziamento al Capitano com. Giuseppe Antonio Cacciatore, del ruolo di riserva nel Corpo Militare C.R.I., CdM Firenze, N.A.A.PRO. Pisa.