Un elemento indispensabile della capacità operativa della Brigata

Un elemento indispensabile della capacità operativa della Brigata

Il Battaglione Logistico della Folgore: un elemento indispensabile della capacità operativa della Brigata

Nel dibattito sull’evoluzione delle Forze Armate moderne, la componente logistica rappresenta un fattore determinante per l’efficacia operativa delle unità combattenti. Dall’esperienza maturata nei principali teatri operativi degli ultimi decenni emerge con chiarezza come il Battaglione Logistico della Brigata Paracadutisti Folgore abbia costituito uno degli strumenti fondamentali per garantire autonomia, efficienza e capacità di proiezione alla Grande Unità.

Secondo il Generale di Corpo d’Armata (ris.) Marco Bertolini, le operazioni condotte dall’Esercito Italiano in Somalia, Iraq e Afghanistan hanno dimostrato il valore imprescindibile dell’organizzazione logistica. In tali missioni, svolte a migliaia di chilometri dalla Madrepatria, è stato necessario assicurare continui ponti aerei, realizzare basi operative in aree remote e ostili, garantire il sostegno a migliaia di uomini e mantenere in efficienza mezzi terrestri, elicotteri e sistemi d’arma complessi.

La logistica non si è limitata alla distribuzione di materiali e rifornimenti, ma ha rappresentato il vero motore delle operazioni. Dalla costruzione di infrastrutture nel bush somalo e nel deserto iracheno fino al supporto delle attività operative in Afghanistan, il personale logistico ha operato in condizioni spesso difficili e sotto costante minaccia, consentendo alle unità combattenti di svolgere efficacemente la propria missione.

Particolarmente significativa è stata l’esperienza maturata già durante la missione in Libano del 1981, quando i militari italiani furono chiamati a operare in un contesto di guerra dopo decenni di attività prevalentemente svolte sul territorio nazionale. Quell’esperienza contribuì a sviluppare una cultura logistica moderna, capace di adattarsi alle esigenze delle operazioni fuori area e di sostenere reparti impiegati in contesti caratterizzati da elevata complessità.

Negli anni successivi, tuttavia, una visione strategica influenzata dall’idea di un mondo ormai stabilizzato e destinato a essere caratterizzato esclusivamente da operazioni di pace portò a una progressiva centralizzazione delle risorse logistiche. Tale scelta determinò, secondo Bertolini, la perdita dell’autonomia logistica delle Brigate, compresa la Folgore, che storicamente aveva sempre considerato il proprio supporto logistico organico come uno dei pilastri della propria efficienza.

Il Battaglione Logistico della Folgore: un elemento indispensabile della capacità operativa della Brigata

Nel dibattito sull’evoluzione delle Forze Armate moderne, la componente logistica rappresenta un fattore determinante per l’efficacia operativa delle unità combattenti. Dall’esperienza maturata nei principali teatri operativi degli ultimi decenni emerge con chiarezza come il Battaglione Logistico della Brigata Paracadutisti Folgore abbia costituito uno degli strumenti fondamentali per garantire autonomia, efficienza e capacità di proiezione alla Grande Unità.

Secondo il Generale di Corpo d’Armata (ris.) Marco Bertolini, le operazioni condotte dall’Esercito Italiano in Somalia, Iraq e Afghanistan hanno dimostrato il valore imprescindibile dell’organizzazione logistica. In tali missioni, svolte a migliaia di chilometri dalla Madrepatria, è stato necessario assicurare continui ponti aerei, realizzare basi operative in aree remote e ostili, garantire il sostegno a migliaia di uomini e mantenere in efficienza mezzi terrestri, elicotteri e sistemi d’arma complessi.

La logistica non si è limitata alla distribuzione di materiali e rifornimenti, ma ha rappresentato il vero motore delle operazioni. Dalla costruzione di infrastrutture nel bush somalo e nel deserto iracheno fino al supporto delle attività operative in Afghanistan, il personale logistico ha operato in condizioni spesso difficili e sotto costante minaccia, consentendo alle unità combattenti di svolgere efficacemente la propria missione.

Particolarmente significativa è stata l’esperienza maturata già durante la missione in Libano del 1981, quando i militari italiani furono chiamati a operare in un contesto di guerra dopo decenni di attività prevalentemente svolte sul territorio nazionale. Quell’esperienza contribuì a sviluppare una cultura logistica moderna, capace di adattarsi alle esigenze delle operazioni fuori area e di sostenere reparti impiegati in contesti caratterizzati da elevata complessità.

Negli anni successivi, tuttavia, una visione strategica influenzata dall’idea di un mondo ormai stabilizzato e destinato a essere caratterizzato esclusivamente da operazioni di pace portò a una progressiva centralizzazione delle risorse logistiche. Tale scelta determinò, secondo Bertolini, la perdita dell’autonomia logistica delle Brigate, compresa la Folgore, che storicamente aveva sempre considerato il proprio supporto logistico organico come uno dei pilastri della propria efficienza.

La separazione della componente logistica dalla struttura brigatale fu percepita come una decisione penalizzante. Il personale logistico, infatti, non necessita soltanto di competenze tecniche specialistiche, ma anche di un continuo addestramento congiunto con le unità operative. La piena integrazione tra reparti combattenti e supporti logistici costituisce infatti un requisito essenziale per sviluppare procedure condivise, conoscenza reciproca e quello spirito di corpo che ha sempre caratterizzato i paracadutisti della Folgore.

Per il Generale Bertolini, la logistica di aderenza non può essere considerata una realtà separata dalla Brigata. Le esperienze maturate nei teatri operativi hanno dimostrato che la capacità di costruire basi, riparare mezzi in condizioni precarie, assicurare rifornimenti continui e garantire il sostegno sanitario costituisce parte integrante della capacità di combattimento di una Grande Unità.

Il ritorno del Reggimento Logistico all’interno della struttura della Brigata Folgore rappresenta pertanto un recupero di una capacità ritenuta fondamentale. Si tratta di una scelta che ristabilisce il legame operativo e addestrativo tra le componenti combattenti e quelle di supporto, consentendo di ricostruire quell’autonomia logistica che aveva contribuito al successo delle missioni internazionali dell’Esercito Italiano.

Guardando al futuro, la logistica militare sarà sempre più influenzata dalle innovazioni tecnologiche. Droni, sistemi digitali di tracciamento, intelligenza artificiale e nuove modalità di manutenzione richiederanno strutture capaci di operare con rapidità e flessibilità. Tuttavia, come sottolinea Bertolini, il fattore umano continuerà a essere determinante. La capacità di garantire rifornimenti, manutenzione e supporto operativo direttamente sul campo richiederà personale altamente qualificato, motivato e perfettamente integrato con le unità operative.

In questo contesto, il Reggimento Logistico della Folgore continua a rappresentare una componente essenziale della Brigata, custode di competenze specialistiche e di una tradizione operativa che ha contribuito in maniera determinante alla proiezione e all’efficacia delle forze paracadutiste italiane nei principali scenari internazionali.

     Roberto Marchetti

Fonte: “Il futuro della guerra, della logistica e della Folgore: il Generale Bertolini tra Libano, tecnologia e identità militare”. Agenparl.eu. 28 maggio 2026

Intervista integrale al Gen. Marco Bertolini