Due storie parallele
Pisa, due storie parallele. Dalla Croce Rossa alla logistica militare: quando il servizio diventa una scelta di vita
Ci sono città che custodiscono monumenti. Pisa custodisce anche istituzioni. Alcune nate per curare le ferite, altre per garantire la capacità operativa delle Forze Armate. Entrambe accomunate da un medesimo valore: il servizio.
Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, mentre l’Italia costruiva la propria identità nazionale, Pisa vedeva nascere due realtà destinate a segnarne profondamente la storia.
Nel 1888 veniva costituito il Comitato della Croce Rossa Italiana di Pisa, tra i più antichi del Paese, con la missione di prestare assistenza sanitaria e umanitaria secondo i principi di Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontarietà, Unità e Universalità.
Quattro anni più tardi, nel 1892, iniziavano i lavori di costruzione della Caserma Umberto I. Nel corso del Novecento quel complesso sarebbe diventato uno dei principali poli militari della città, ospitando dapprima il Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” e, successivamente, il 6° Reggimento di Manovra, erede delle capacità logistiche del reparto e ancora oggi punto di riferimento per il supporto alle unità dell’Esercito.
Due date. Quattro anni di distanza.
Una coincidenza soltanto apparente.
Entrambe queste istituzioni sono infatti nate per rispondere a esigenze diverse, ma fondate sul medesimo principio: mettere professionalità, organizzazione e spirito di servizio a disposizione della collettività.
Da una parte la Croce Rossa, impegnata a proteggere la vita e la dignità umana; dall’altra la logistica militare, componente essenziale affinché le Forze Armate possano operare con efficacia, in patria e nei teatri operativi internazionali.
La storia di queste due realtà ha incrociato anche quella della mia vita.
Dal 2001 al 2014 ho prestato servizio nell’Esercito Italiano, inquadrato nel 6° Reggimento di Manovra, reparto che ha raccolto l’eredità del Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” all’interno della storica Caserma Umberto I, successivamente intitolata a Vito Artale, di Pisa.
Nel 2012 è iniziato un secondo percorso, questa volta nel volontariato, con l’ingresso nella Croce Rossa Italiana.
Per due anni, fino al termine del servizio militare nel 2014, le due esperienze hanno convissuto.
A un osservatore esterno potrebbero sembrare mondi lontani.
In realtà condividono gli stessi valori.
Nel Reggimento di Manovra ho imparato che la logistica è molto più di un insieme di mezzi e materiali: è la capacità di garantire continuità operativa, assicurare il sostegno ai reparti e permettere a ogni missione di essere portata a termine con efficienza e sicurezza.
Nella Croce Rossa ho ritrovato gli stessi principi applicati al soccorso e all’assistenza: preparazione, disciplina, organizzazione, lavoro di squadra e disponibilità a intervenire quando la comunità ne ha bisogno.
Cambiano le uniformi.
Cambiano i compiti.
Non cambia la cultura del servizio.
Osservando oggi la storia di Pisa emerge così un parallelismo significativo.
Da una parte il Comitato della Croce Rossa Italiana, nato nel 1888.
Dall’altra la Caserma Umberto I, costruita a partire dal 1892 e divenuta, attraverso le trasformazioni dei reparti che vi hanno operato, uno dei simboli della logistica militare dell’Esercito Italiano.
Due istituzioni cresciute nella stessa città.
Due storie sviluppatesi in parallelo.
Due percorsi che, oltre un secolo dopo la loro nascita, si sono incontrati nella vicenda personale di chi ha scelto di servire prima lo Stato in uniforme e poi, senza soluzione di continuità, la collettività attraverso il volontariato della Croce Rossa Italiana.
Più che una coincidenza, è il segno di una continuità ideale.
Perché il vero elemento comune non è il luogo né l’uniforme.
È la convinzione che servire gli altri rappresenti uno dei modi più autentici di servire il proprio Paese.
Roberto Marchetti