I Chasseurs Alpins

I Chasseurs Alpins

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I Chasseurs Alpins rappresentano uno dei più antichi e prestigiosi corpi militari specializzati nella guerra in montagna a livello mondiale. L’origine di questo corpo d’élite dell’esercito francese risale al 1888, in un contesto segnato da profonde trasformazioni geopolitiche seguite alla sconfitta della Francia nella guerra franco-prussiana del 1870-1871. La perdita dell’Alsazia-Lorena a favore della Germania suscitò un senso di vulnerabilità strategica lungo i confini orientali del paese, rendendo urgente la creazione di unità militari capaci di difendere efficacemente le frontiere montane, in particolare l’arco alpino. Fu il generale François-Henry de Barès a proporre al Ministero della Guerra la costituzione di reparti di fanteria leggeri, appositamente addestrati per operare in alta montagna, in grado di muoversi agevolmente in ambienti impervi e di condurre operazioni militari in condizioni climatiche estreme. La fondazione ufficiale dei Chasseurs Alpins avvenne a Chambéry, nel cuore delle Alpi francesi, e si concretizzò inizialmente nella creazione di dodici battaglioni, reclutati prevalentemente tra le popolazioni montane della Savoia, dell’Alta Savoia, delle Alpi e del Delfinato, comunità già abituate alle asperità dell’ambiente alpino e alle esigenze fisiche e psicologiche richieste da questo tipo di servizio.

I Chasseurs Alpins si distinsero fin da subito per alcune caratteristiche peculiari che li rendevano immediatamente riconoscibili all’interno dell’esercito francese. La loro uniforme tradizionale includeva il celebre berretto tondo, denominato tarte, ornato da un pon pon blu, simbolo distintivo del corpo, abbinato a una giacca e pantaloni blu scuro. La loro formazione era improntata su discipline tecniche altamente specializzate, che comprendevano l’alpinismo, lo sci, la sopravvivenza in ambienti estremi, il combattimento ad alta quota e la guerra invernale. Questo addestramento rigoroso rispondeva all’esigenza di affrontare un tipo di guerra completamente differente da quello della pianura o delle città, dove la padronanza del territorio e la resistenza fisica diventavano elementi cruciali. Il motto che accompagnava il corpo, “Vous ne passerez pas !” (“Non passerete!”), condensava in poche parole lo spirito difensivo e il senso del sacrificio che caratterizzava l’identità dei Chasseurs Alpins.

Il loro primo grande banco di prova fu la Prima Guerra Mondiale, durante la quale furono impiegati su vari fronti montani, in particolare nelle zone alpine e nei Vosgi. In questi teatri, i Chasseurs Alpins guadagnarono una reputazione formidabile per la loro capacità di resistere e combattere in condizioni ambientali estremamente dure. Tuttavia, il loro impiego non fu limitato alle montagne: presero parte anche a battaglie emblematiche della guerra di trincea come Verdun e la Somme, dove dimostrarono ancora una volta la loro tenacia e adattabilità. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Chasseurs Alpins furono protagonisti nella difesa dei passi alpini contro l’invasione italiana nel 1940, nella cosiddetta battaglia delle Alpi, dove riuscirono a fermare l’avanzata delle truppe italiane sfruttando la conoscenza del terreno e le loro competenze tattiche. Dopo la caduta della Francia, alcuni battaglioni furono sciolti o dislocati, ma molti dei loro membri continuarono a combattere entrando nella Resistenza francese o unendosi alle forze della Francia Libera, contribuendo alla lotta contro l’occupazione nazista.

Nel secondo dopoguerra, i Chasseurs Alpins furono coinvolti in numerosi conflitti coloniali e post-coloniali, tra cui la guerra d’Algeria (1954-1962) e la guerra d’Indocina. In questi contesti, le loro competenze furono adattate a scenari operativi molto diversi da quelli alpini, dimostrando una versatilità operativa notevole. In epoca contemporanea, il corpo ha partecipato a diverse missioni internazionali sotto l’egida di organismi sovranazionali come la NATO, l’ONU e l’Unione Europea, tra cui operazioni in Afghanistan e Mali, confermando la loro importanza nel panorama militare francese ed europeo.

Attualmente, i Chasseurs Alpins fanno parte della 27e Brigade d’Infanterie de Montagne (27e BIM), una delle principali brigate dell’esercito francese specializzata nella guerra in montagna. Continuano a essere sottoposti a un rigoroso addestramento che privilegia sia le operazioni difensive sia quelle offensive in ambienti montani. Inoltre, conducono regolarmente esercitazioni con reparti alpini di altri paesi, in particolare con le Truppe Alpine italiane, con cui condividono molte affinità storiche e operative. È interessante notare che, sebbene le Truppe Alpine italiane siano state fondate nel 1872, quindi cronologicamente precedenti ai Chasseurs Alpins, la loro specializzazione sistematica nella guerra di montagna avvenne solo dopo il 1880, elemento che ha portato molti storici militari a riconoscere nei Chasseurs Alpins i primi reparti di fanteria da montagna al mondo. Questo primato, insieme allo spirito di corpo, alla resistenza fisica e alla competenza tecnica, ha contribuito a rendere i Chasseurs Alpins un autentico simbolo di orgoglio nazionale in Francia e un punto di riferimento nella storia della guerra alpina in Europa.

     Roberto Marchetti

Fonte: Service Historique de la Défense (SHD) – Archivio storico del Ministero delle Forze Armate francesi.