Marco Bertolini

Marco Bertolini nasce a Parma il 21 giugno 1953, figlio di un reduce della battaglia di El Alamein. Trascorre la propria infanzia e adolescenza nell’Appennino reggiano, un contesto che contribuisce a formare la sua tempra e che precede il suo ingresso nell’Accademia Militare di Modena nel 1972. Questo è l’inizio di una carriera che lo vedrà protagonista per oltre quattro decenni, contrassegnata da una marcata dimensione operativa e da un legame costante con le Forze Speciali e le truppe aviotrasportate dell’Esercito Italiano, in particolare con la Brigata Paracadutisti “Folgore”, alla quale dedicherà gran parte del suo servizio.
Dopo la nomina a Tenente, viene assegnato al 9º Battaglione d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”, reparto d’élite della Brigata “Folgore”, noto per le sue capacità di incursione e di condotta di operazioni speciali. All’interno del “Col Moschin” Bertolini intraprende un percorso di progressiva assunzione di responsabilità che lo porterà a ricoprire, nel corso degli anni, tutti gli incarichi operativi di comando: dapprima del Distaccamento Operativo, poi della Compagnia Incursori fino al 1983, successivamente del Battaglione tra il 1991 e il 1993, fino al comando dell’intero Reggimento dal 1997 al 1998. Durante questo lungo periodo al “Col Moschin”, consegue anche il brevetto di incursore paracadutista e diventa istruttore di paracadutismo, con all’attivo ben 1.500 lanci con tecnica a caduta libera, una cifra che testimonia non solo la sua esperienza sul campo, ma anche la sua dedizione alla dimensione tecnica e fisica della professione militare.
Parallelamente agli incarichi operativi, Bertolini è ripetutamente chiamato a prestare servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, dove svolge funzioni di staff in aree strategiche come quelle delle operazioni e dell’addestramento, in particolare presso il III Reparto – Ufficio Operazioni e Ufficio Addestramento, tra il 1985 e il 1990 e poi ancora tra il 1993 e il 1997. Questi incarichi rappresentano un completamento della sua formazione militare e dirigenziale, consentendogli di acquisire una visione più ampia dell’apparato militare italiano.
Il legame con la Brigata “Folgore” si consolida ulteriormente quando, nel 1984, gli viene affidato il comando della 4ª compagnia paracadutisti “Falchi” del 2º Battaglione Paracadutisti “Tarquinia”. Da quel momento in poi, la sua carriera si sviluppa lungo tutti i gradini gerarchici dell’unità: è Capo di Stato Maggiore della Brigata tra il 1994 e il 1997, poi Comandante del Centro addestramento paracadutismo dal 1999 al 2001, Vicecomandante della Brigata “Folgore” tra il 2001 e il 2002 e infine, dal settembre 2002 al luglio 2004, Comandante della stessa Brigata, coronando un percorso trentennale all’interno delle forze paracadutiste italiane.
Il 29 luglio 2004 Bertolini assume un ruolo di rilevanza strategica a livello interforze, diventando il primo Comandante del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), struttura appena costituita con il compito di coordinare le attività delle Forze Speciali di tutte le Forze Armate italiane. Questo nuovo organismo, fortemente voluto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, si inserisce nel più ampio processo di modernizzazione e integrazione delle capacità militari italiane nel contesto internazionale. Bertolini resterà a capo del COFS fino al settembre 2008, periodo durante il quale contribuisce in maniera determinante a strutturarne assetti e funzioni operative.
Nel settembre 2008 viene chiamato ad assumere un incarico di prestigio in ambito NATO: diventa infatti il primo ufficiale italiano a ricoprire la funzione di Capo di Stato Maggiore del Comando ISAF in Afghanistan, in un contesto segnato da un’intensa attività militare e diplomatica della coalizione internazionale. Concluso questo impegno, nel dicembre 2009 assume la guida del Comando Militare Esercito Toscana, con sede a Firenze, incarico che gli consente di operare anche in ambito territoriale, legando la componente operativa con quella istituzionale della presenza dell’Esercito nelle regioni italiane.
Il 6 febbraio 2012 rientra in ambito operativo, venendo designato Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), massimo organo interforze di pianificazione e direzione delle operazioni militari italiane. Rimarrà alla guida del COI fino al 1º luglio 2016, data in cui termina ufficialmente la propria carriera militare per raggiunti limiti d’età. In questi quattro anni, Bertolini sovrintende all’attuazione delle principali missioni italiane all’estero e guida la trasformazione operativa dello strumento militare in un contesto strategico internazionale profondamente mutato, segnato da crisi regionali, asimmetrie belliche e crescente interconnessione tra politica estera e sicurezza nazionale.
Nel corso della sua carriera, Bertolini partecipa direttamente a numerose operazioni internazionali, in particolare in ambito di Operazioni Speciali. Tra il settembre 1982 e il giugno 1983 è in Libano, nel quadro della missione di pace italiana a Beirut. Tra il dicembre 1992 e il giugno 1993 è in Somalia, dove prende parte alle operazioni multinazionali UNITAF e UNOSOM II. Dal giugno 1996 all’aprile 1997 è impegnato in Bosnia Erzegovina, nel quadro del processo di stabilizzazione post-conflitto. Ricopre inoltre un ruolo di rilievo nella Repubblica di Macedonia (FYROM), come Capo di Stato Maggiore della NATO Extraction Force, predisposta per l’evacuazione dei verificatori OSCE dal Kosovo. L’Afghanistan rappresenta per lui uno scenario di particolare importanza, che lo vede presente in due fasi distinte: nel 2003, alla guida del Contingente italiano nell’ambito dell’Operazione Nibbio, e successivamente tra il 2008 e il 2009 come Capo di Stato Maggiore di ISAF.
Il 1º luglio 2016 conclude la sua carriera attiva nell’Esercito Italiano, portando con sé un patrimonio di esperienze operative, istituzionali e strategiche rare nella storia militare nazionale recente. Dal 2017 è Presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, continuando a rappresentare un punto di riferimento per il mondo militare e per la comunità dei paracadutisti italiani.
Roberto Marchetti
Fonte: wikipedia.org