Castel Benito 1938: dove nacquero i paracadutisti militari italiani

Nel cielo della Libia coloniale prese forma, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, una nuova specialità militare. A Castel Benito, alle porte di Tripoli, nacquero nel 1938 la prima scuola italiana di paracadutismo militare e i reparti destinati a essere ricordati come i “Fanti dell’Aria”.
Il 20 marzo 1938, sull’aeroporto di Castel Benito, circa trenta chilometri a sud di Tripoli, venne costituita la prima scuola italiana di paracadutismo militare. L’iniziativa, sostenuta dal governatore generale della Libia Italo Balbo, rispondeva all’interesse crescente che, negli anni Trenta, le principali potenze europee stavano dedicando alle truppe aviotrasportate.
La Libia offriva condizioni favorevoli alla sperimentazione. Il territorio coloniale disponeva di ampi spazi, infrastrutture aeronautiche e reparti della Regia Aeronautica in grado di fornire i velivoli necessari all’addestramento. La nuova specialità avrebbe inoltre potuto garantire una maggiore rapidità di intervento in un’area strategicamente delicata del Mediterraneo.
I primi reparti furono formati soprattutto con militari libici del Regio Corpo Truppe Coloniali, inquadrati da ufficiali e sottufficiali italiani. A essi si aggiunse successivamente un battaglione composto da personale nazionale. Questi uomini divennero noti come “Fanti dell’Aria”, mentre l’espressione “Ascari del Cielo” fu utilizzata soprattutto per indicare la componente libica.
Un addestramento ancora sperimentale
Nel 1938 l’Italia non disponeva ancora di una vera dottrina per l’impiego delle truppe paracadutiste. A Castel Benito fu quindi necessario sviluppare quasi contemporaneamente tecniche di lancio, procedure addestrative e modalità operative.
Gli allievi venivano preparati alla corretta uscita dall’aeroplano, alla discesa e soprattutto all’impatto con il terreno. Dopo le esercitazioni a terra iniziavano i lanci reali, dapprima individuali e successivamente collettivi.
Per queste attività furono impiegati soprattutto i Savoia-Marchetti S.M.81, trimotori della Regia Aeronautica normalmente utilizzati come bombardieri e velivoli da trasporto. Anche i materiali erano ancora in fase di sviluppo e l’attività comportava rischi elevati, come dimostrarono gli incidenti verificatisi durante i primi mesi di addestramento.
La rapidità con cui i reparti raggiunsero una prima capacità operativa fu comunque notevole. Nell’aprile 1938, dopo poche settimane di preparazione, venne effettuato un lancio simultaneo di circa 300 uomini, trasportati da 24 S.M.81 del 15° Stormo.
L’esperimento dimostrò che era possibile trasferire e aviolanciare un intero battaglione, ma mise anche in evidenza una delle principali difficoltà delle nuove truppe: una volta a terra, gli uomini dovevano riunirsi rapidamente, recuperare l’equipaggiamento e ricostituire l’unità per poter operare efficacemente.
Le grandi esercitazioni del 1938
Con l’arrivo di nuovi volontari venne costituito un secondo battaglione e prese forma il 1° Reggimento “Fanti dell’Aria”.
Il 18 maggio 1938 si svolse un lancio ancora più imponente. Trentotto S.M.81 del 14° e del 15° Stormo trasportarono circa 500 paracadutisti. Un improvviso aumento del vento provocò però gravi incidenti: secondo la ricostruzione pubblicata dalla Rivista Militare, si registrarono sette morti e 32 feriti.
Pochi giorni dopo, durante le grandi manovre militari in Libia, venne sperimentato quello che allora veniva definito “aggiramento verticale”. I paracadutisti, lanciati dietro lo schieramento avversario, dovevano conquistare e mettere in sicurezza una zona destinata all’afflusso di ulteriori forze.
L’esercitazione anticipava un principio destinato a diventare centrale nelle operazioni aviotrasportate: utilizzare i paracadutisti per occupare rapidamente un punto strategico e consentire il successivo arrivo di fanteria, artiglieria e reparti di supporto.
Da Castel Benito a Tarquinia
La nascita della scuola di Tarquinia, il 15 ottobre 1939, viene talvolta indicata come l’inizio del paracadutismo militare italiano. In realtà, le due esperienze rappresentano fasi diverse di uno stesso processo.
Castel Benito fu la prima scuola italiana di paracadutismo militare e svolse soprattutto una funzione pionieristica e sperimentale. Tarquinia divenne invece il principale centro di formazione della specialità nella penisola, consentendo di addestrare su scala molto maggiore i reparti destinati alle future divisioni paracadutiste.
Fu infatti a Tarquinia che vennero formati, tra gli altri, il 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti e i reparti che confluirono successivamente nelle divisioni “Folgore” e “Nembo”.
Nel luglio 1940, poco dopo l’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, la scuola libica venne trasferita a Barce, in Cirenaica. Gli sviluppi della campagna nordafricana portarono poi al suo scioglimento, mentre il centro del paracadutismo militare italiano si spostava definitivamente nella penisola.
L’esperienza di Castel Benito rimase tuttavia fondamentale. In Libia furono sperimentate le prime procedure di lancio collettivo, l’impiego tattico dei paracadutisti e la cooperazione tra reparti terrestri e Regia Aeronautica. Da quelle prove prese forma una cultura operativa che avrebbe contribuito, pochi anni dopo, alla costituzione della Divisione paracadutisti destinata a diventare la 185ª Divisione “Folgore”.
La storia dei “Fanti dell’Aria” appartiene quindi tanto alla nascita delle aviotruppe italiane quanto al contesto coloniale nel quale esse presero forma. Prima di Tarquinia e prima della “Folgore”, il primo capitolo del paracadutismo militare italiano venne scritto nei cieli della Libia, nella primavera del 1938.
Roberto Marchetti
Fonti
Stato Maggiore dell’Esercito – Esercito Italiano, Centro Addestramento di Paracadutismo – La Storia.
Stato Maggiore dell’Esercito – Esercito Italiano, Almanacco, 20 marzo 1938.
Rivista Militare, n. 4/2008, approfondimento storico sui “Fanti dell’Aria” e sulle esercitazioni svolte in Libia nel 1938.
Stato Maggiore dell’Esercito – Brigata Paracadutisti “Folgore”, La Storia.
Stato Maggiore dell’Esercito – Esercito Italiano, I Paracadutisti.