Carlo Cagiati
Gen. Brig. C.C. (A) Avv. Carlo Cagiati
Una vita al servizio dello Stato tra guerra, giustizia e umanità

Nato a Roma il 4 novembre 1894, il Generale di Brigata dei Carabinieri Carlo Cagiati appartiene a quella generazione di ufficiali che attraversò alcuni dei momenti più drammatici della storia italiana del Novecento, distinguendosi per coraggio, senso del dovere e assoluta dedizione alle istituzioni.
La sua carriera militare ebbe inizio durante la Prima guerra mondiale. Chiamato alle armi il 4 dicembre 1915 come soldato di leva della classe 1896, prestò servizio nel 1° Reggimento Artiglieria da Campagna, distinguendosi per valore nelle operazioni belliche. Ferito in combattimento, dopo un periodo di convalescenza fu ammesso al 27° Corso Allievi Ufficiali presso la prestigiosa Scuola Militare di Modena, uno dei principali istituti di formazione dell’Esercito italiano.
Con la nomina a ufficiale di complemento, dal 1° luglio 1918 fu assegnato al 2° Reggimento Bersaglieri. Terminato il conflitto, nel 1919 venne destinato al Tribunale di Roma, esperienza che segnò l’inizio di un percorso destinato a intrecciare la carriera militare con quella giuridica. Nel novembre dello stesso anno entrò ufficialmente nell’Arma dei Carabinieri, alla quale avrebbe dedicato il resto della propria vita professionale.
Negli anni successivi ricoprì incarichi di crescente responsabilità. Tra il gennaio 1927 e il maggio 1929 svolse le funzioni di giudice istruttore presso il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, in un periodo particolarmente delicato della storia nazionale. Nel 1932 conseguì la promozione a Capitano, confermando una progressione di carriera costante e fondata sulle capacità professionali dimostrate negli incarichi affidatigli.
Nello stesso anno fu inviato in Libia, dove rimase in servizio fino al 13 agosto 1936, prendendo parte alle attività dell’Arma nel territorio nordafricano. Tre anni più tardi, il 10 giugno 1939, con il grado di Maggiore, venne trasferito in Albania, ampliando ulteriormente la propria esperienza nei teatri operativi d’oltremare.
Con l’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, Carlo Cagiati tornò a operare in un contesto bellico. Nel 1942 sbarcò a Fiume e, nell’agosto dello stesso anno, fu assegnato alla Legione Allievi Carabinieri Reali di Roma. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il suo ruolo assunse particolare rilievo: il 12 agosto 1943 fu promosso Tenente Colonnello e destinato al Comando Superiore dei Carabinieri dell’Italia Liberata, contribuendo alla riorganizzazione dell’Arma in una delle fasi più complesse della storia nazionale.
Nel dopoguerra proseguì il proprio servizio fino al raggiungimento del grado di Colonnello della Riserva nel 1952. Sei anni più tardi gli venne concessa la pensione di guerra, riconoscimento riservato a coloro che avevano riportato conseguenze permanenti per il servizio prestato in combattimento.
La sua carriera ricevette ulteriori prestigiosi riconoscimenti anche dopo il collocamento a riposo. Nel dicembre 1962 fu promosso Generale di Brigata e, nel novembre 1969, gli venne conferito a titolo onorifico il grado di Generale di Divisione, quale attestazione dell’intera opera svolta al servizio dello Stato.
L’impegno del Generale Cagiati non si esaurì con la conclusione della carriera militare. Dal 2 aprile 1963 al 25 agosto 1970 presiedette la Croce Rossa Italiana di Pisa, distinguendosi anche nell’ambito dell’assistenza sanitaria e della solidarietà civile. Un incarico che testimonia come il suo senso del dovere fosse rivolto non soltanto alla difesa delle istituzioni, ma anche al sostegno delle persone più fragili.
Il Generale Carlo Cagiati si spense a Pisa il 2 marzo 1981. Con lui scomparve uno dei protagonisti di una generazione che attraversò due guerre mondiali, contribuendo, con disciplina, competenza e spirito di sacrificio, alla storia dell’Arma dei Carabinieri e dello Stato italiano.
La sua figura rappresenta ancora oggi un esempio di fedeltà alle istituzioni, integrità morale e servizio alla collettività, valori che hanno contraddistinto l’intera sua lunga esistenza.
Roberto Marchetti
Fonte: Fonte: Ministero della Difesa