Quando cadono i muri, restano i ricordi
Quando cadono i muri, restano i ricordi
La Caserma “Vito Artale” nella memoria degli uomini del Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore”

Guardo le immagini della demolizione della Caserma Vito Artale e faccio fatica a considerarle soltanto la cronaca di un cantiere. Le ruspe avanzano, i muri si aprono, la polvere si alza e per qualche istante nasconde stanze, corridoi e uffici che, per generazioni di militari, hanno avuto un nome, una funzione, una voce. Poi la polvere si abbassa e ciò che resta appare ancora più fragile. Per chi passa lungo quelle strade è la trasformazione di un vecchio complesso militare; per chi vi ha prestato servizio è come vedere affiorare, uno dopo l’altro, frammenti della propria vita. La demolizione riguarda solo la Caserma Vito Artale. La Caserma Bechi Luserna è operativa e oggi ospita il Reggimento Logistico Paracadutisti “Folgore”, custode della memoria, delle tradizioni e della Bandiera che furono del 6° Reggimento di Manovra e, prima ancora, del Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore”. Io ho fatto parte del 6° Reggimento di Manovra prima e del Reggimento Logistico Paracadutisti “Folgore” dopo, e il mio ricordo è inevitabilmente legato a entrambe le sedi. Alla caserma Artale si trovava il Comando; alla caserma Bechi c’erano le officine e i mezzi. Erano due realtà diverse, ma inseparabili: due polmoni, uno stesso cuore. Alla Vito Artale si pianificava, si coordinava, si decideva; alla Bechi Luserna le disposizioni diventavano attività concreta, manutenzione, movimento, efficienza. Da una parte il ritmo degli uffici, delle riunioni, delle comunicazioni e delle responsabilità di comando; dall’altra il rumore dei motori, le serrande delle officine, gli attrezzi, i controlli e i mezzi pronti a partire. La distanza tra le due caserme non ci divideva, perché appartenevamo allo stesso organismo e lavoravamo per lo stesso obiettivo. Oggi, mentre i muri della Artale cadono, la Bechi continua a vivere nella sua funzione militare e a dare continuità a quella storia. La Bandiera ne è il simbolo più forte: assegnata al Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore”, è stata poi custodita dal 6° Reggimento di Manovra ed è oggi affidata al Reggimento Logistico “Folgore”, mantenendo intatti il motto “Diam l’ali alla Vittoria” e un patrimonio che non si è interrotto con i cambi di denominazione e di ordinamento. Non è soltanto un passaggio formale. In quella Bandiera sono raccolti il lavoro, le missioni, i sacrifici, le ricompense e la memoria degli uomini e delle donne che hanno servito il reparto nelle sue diverse fasi. Per questo la demolizione della Artale non rappresenta la fine di quella tradizione: la tradizione è viva alla Bechi, nelle attività del Reggimento, nei suoi uomini e nelle sue donne, nei simboli e nella continuità del servizio. A scomparire è un luogo fisico, uno dei luoghi nei quali quella storia ha preso forma. Eppure l’ Artale non appartiene soltanto alla memoria del Battaglione Logistico e del 6° Reggimento di Manovra. Le sue mura hanno ospitato, nel corso del tempo, altri reparti, altre specialità, altre generazioni di militari. Dal 94° Reggimento Fanteria al 22° Reggimento artiglieria pesante campale, dai reparti di artiglieria alla Compagnia Esplorante Paracadutisti, alla Compagnia Controcarri Paracadutisti e alla Compagnia Genio Pionieri Paracadutisti, molte storie si sono sovrapposte negli stessi spazi. Ogni reparto ha lasciato un’impronta; ogni uomo ha aggiunto una voce, un passo, una giornata di servizio. Quelle mura si sono impregnate di storia ben prima del mio arrivo e hanno continuato a custodirla dopo. Guardando le immagini del cantiere, cerco istintivamente dei punti di riferimento. Una finestra, un tratto di corridoio, un ufficio, un angolo del cortile. La memoria non segue la planimetria: si accende davanti a un dettaglio. Dove oggi vedo un vuoto, rivedo un collega; dietro una parete aperta riaffiora una riunione, una disposizione, una difficoltà affrontata insieme. Tornano le giornate intense, le telefonate, gli spostamenti tra le due sedi, le decisioni da prendere e quel lavoro quotidiano che allora sembrava normale e che oggi assume un peso diverso. La vita di un reparto non è fatta soltanto di date, organigrammi e cerimonie. È fatta soprattutto di rapporti umani, di responsabilità condivise, di competenze che si incontrano, di fiducia costruita nel tempo. È fatta di chi organizzava e di chi eseguiva, di chi coordinava e di chi garantiva che un mezzo fosse efficiente, che un materiale arrivasse, che una necessità trovasse risposta. La logistica vive spesso lontano dai riflettori, ma è presente in ogni attività: non cerca la scena, rende possibile la scena. Noi lo sapevamo, perché ogni giorno vedevamo il legame tra ciò che veniva deciso alla Artale e ciò che prendeva forma alla Bechi. Due polmoni, appunto, capaci di respirare insieme perché uniti dallo stesso cuore. Lo spazio web dedicato al Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” è nato anche per impedire che questa memoria andasse dispersa dopo la chiusura della Artale. Fotografie, documenti, testimonianze e ricordi hanno costruito nel tempo un archivio condiviso, aperto agli uomini del Battaglione, del 6° Reggimento di Manovra e dell’attuale Reggimento Logistico Paracadutisti “Folgore”. In quelle pagine la memoria personale diventa patrimonio comune: un volto ritrova un nome, un’immagine riapre un dialogo, un episodio completa il racconto di un altro. Mentre le ruspe proseguono il loro lavoro, le stanze della Artale si aprono verso la città e mostrano per pochi istanti ciò che per decenni era rimasto dietro un muro di cinta. Chi guarda da fuori vede calcinacci, solai e vuoti; chi è passato da quel cancello continua a riempire quegli spazi di persone, ordini, rumori e gesti quotidiani. E mentre alla Artale la polvere si posa sulle macerie, alla Bechi Luserna il Reggimento Logistico Paracadutisti “Folgore” continua a operare sotto la stessa Bandiera, portando nel presente la memoria del Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” e del 6° Reggimento di Manovra.
Roberto Marchetti