“In dietro non si torna”
“Indietro non si torna”: la vicenda del Battaglione Logistico Paracadutisti Folgore tra soppressione, smembramento e rinascita – Lettera al Direttore

Caro direttore
concordo pienamente con le Sue osservazioni.
In realtà, la soppressione del Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” fu il risultato di un provvedimento ordinativo generale che interessò tutti i Battaglioni logistici destinati a garantire il supporto di aderenza alle Brigate operative.
Tali reparti furono infatti trasformati in Reggimenti di Manovra (dotati delle componenti di mantenimento e supporto sanitario) e in Reggimenti Trasporti (con le funzioni di trasporto e gestione transiti), posti alle dipendenze non più delle rispettive Brigate d’appartenenza, ma della Brigata Logistica di Proiezione con sede a Treviso.
In sostanza, le Brigate venivano private del proprio supporto logistico di aderenza sul territorio nazionale, mentre, nei teatri operativi all’estero, beneficiavano dell’assistenza fornita dal Gruppo di Supporto di Aderenza (GSA) — l’equivalente, in ambito NATO, di un Combat Service Support Battalion — costituito dalla “fusione” tra un Reggimento di Manovra e un Reggimento Trasporti.
Tutti i Battaglioni, dopo la trasformazione, vennero potenziati e conservarono la loro identità e le proprie origini. Tutti, tranne uno.
Il Battaglione Logistico Paracadutisti “Folgore” subì un vero e proprio smembramento: perse circa il 50% degli ufficiali (8 su 16), il 60% dei sottufficiali (33 su 50) e il 30% dei graduati paracadutisti (113 su 350), trasferiti ad altri reparti della Folgore.
Un patrimonio umano e professionale unico, disperso e frazionato.
Questa grave anomalia venne subito rilevata e rappresentata dall’allora primo Comandante del 6° Reggimento di Manovra – che era stato anche Comandante del Battaglione Logistico “Folgore” – durante una specifica riunione ad alti livelli.
La risposta, tuttavia, fu lapidaria e deludente:
“Indietro non si torna.”
Eliminare il supporto logistico di aderenza che il Battaglione forniva alla Brigata in patria, per offrirlo solo nei teatri esterni, si rivelò un provvedimento improvvido, inopportuno e incomprensibile — come giustamente ha sottolineato anche Lei, caro Direttore.
Volendo comunque guardare l’aspetto positivo, con una buona dose di resilienza, possiamo riconoscere che i quadri trasferiti ad altri reparti della Folgore seppero distinguersi ovunque, portando con sé le capacità organizzative, professionali e logistiche che avevano maturato nel Battaglione Logistico.
Le qualità di quegli uomini, in ogni nuova destinazione, continuarono a essere un marchio di efficienza e di spirito Folgore.
Per fortuna, dopo quattordici anni, indietro si è tornato, anche se con iniziali “stridor di denti”.
Una tardiva ma giusta correzione che ha permesso di restituire dignità e continuità a un reparto che ha sempre rappresentato un’eccellenza silenziosa dell’Esercito Italiano.
Con stima e amicizia,
Ferdinando Guarnieri
Fonte (AGENPARL) – Roma, 1 Novembre 2025