Stormo Notturno

Stormo Notturno

Lo Stormo Notturno nasce nel quadro convulso seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943 e costituisce un caso esemplare di riorganizzazione, adattamento e specializzazione dell’Aviazione italiana nella fase terminale della Seconda Guerra Mondiale: la genesi del reparto si colloca fra le prime misure di ricostituzione della forza aerea promosse dal Regno del Sud, quando, il 15 ottobre 1943, i reparti della Regia Aeronautica che optarono per la prosecuzione della lotta a fianco degli Alleati furono riorganizzati in Gruppi Autonomi in particolare il 1º Gruppo, dotato in origine di Savoia-Marchetti S.M.75, S.M.82 e S.M.84, e l’88º Gruppo, equipaggiato con i trimotori CANT Z.1007 e da questa base evolutiva si svilupperà, attraverso fasi operative e logistiche ben caratterizzate, lo Stormo che poi assumerà la denominazione ufficiale di Stormo Notturno il 25 luglio 1944, dopo essere stato formalmente costituito il 7 luglio 1944 come 2º Stormo Bombardamento e Trasporto e posto alle dipendenze del Raggruppamento Bombardamento e Trasporti, pur operando sotto il controllo funzionale del 254º Wing della Balkan Air Force; l’attività iniziale dei CANT Z.1007, concentrati in Sardegna presso Alghero e poi a Decimomannu, fu rapidamente caratterizzata da impieghi polivalenti dalle azioni di bombardamento contro navi della flotta tedesca nel tratto fra Sardegna e Corsica alle operazioni di ricognizione, scorta e ricerca di equipaggi ma anche da dure contrapposizioni con la caccia avversaria (in particolare Messerschmitt Bf 109 del III/JG 77 e del JG 27) che causarono episodi di forte pericolo operativo, come l’attacco subito sull’aeroporto di Decimomannu il 20 settembre 1943 a seguito dell’azione su Porto Vecchio. In questo contesto logorante, il 15 ottobre 1943 prese forma presso Lecce-Galatina il 1º Gruppo Trasporto con 14 velivoli provenienti dalla Sardegna e dalla Puglia integrati da quindici velivoli in arrivo dai reparti del Nord Italia; i CANT Z.1007 rimasero operativi in Sardegna fino a dicembre 1943 con compiti primari di protezione del naviglio alleato e soccorso, prima di trasferirsi a Lecce-Galatina dove costituirono l’88º Gruppo Trasporti (all’epoca dotato di 25 esemplari Z.1007 nelle versioni bis e ter) e dove furono sperimentate soluzioni tecniche per l’aviolancio, con contenitori speciali agganciati alla semiala fino a quattro per semiala che permisero operazioni di lancio a favore sia delle forze italiane fedeli al Regno del Sud sia delle formazioni partigiane jugoslave; tali aviolanci interessarono aree interne dei Balcani come Kolašin, Zanugline, Mojkovac, Negobuda e Šavnik e, parallelamente, gli S.M.82 del 1º Gruppo contribuirono in febbraio 1944, in una significativa operazione umanitaria e militare, al rimpatrio di 1.500 sopravvissuti della Divisione partigiana “Garibaldi”. Con il consolidarsi della presenza alleata e la progressiva riduzione della pressione della Luftwaffe fenomeno che si accentuerà a partire da gennaio 1945, quando la caccia tedesca si ritirerà sostanzialmente dai cieli jugoslavi lo Stormo consolidò la propria funzione primaria di reparto da trasporto e aviolancio: le sue missioni, spesso svolte in condizioni notturne e in ambiente ostile, beneficiarono della minore interdizione aerea e permisero di sostenere logisticamente le formazioni partigiane, in particolare la Divisione “Garibaldi”, nonché di svolgere importanti collegamenti di rifornimento e trasporto per conto degli Alleati tra basi italiane e basi nel Nordafrica. Operativamente la struttura era organizzata, al 2 maggio 1945, con il 1º Gruppo (con la 1ª e la 3ª Squadriglia equipaggiate con S.M.82) e l’88º Gruppo (con la 190ª Squadriglia su CANT Z.1007 bis e la 265ª su CANT Z.1007 ter), con base operativa a Lecce-Galatina; l’ultimo lancio documentato dei CANT Z.1007 dell’88º Gruppo è registrato al 26 aprile 1945. Il bilancio operativo complessivo dello Stormo Notturno documenta la natura mista e rischiosa del suo impiego: ventiquattro operazioni belliche con lo sgancio complessivo di circa 5.700 chilogrammi di bombe; 1.654 voli di trasporto compiuti sopra territorio nemico per quasi 5.800 ore di volo in condizioni di guerra; quattro velivoli nemici abbattuti dagli equipaggi dello Stormo; e perdite significative derivanti sia dal fuoco contraereo sia dalle condizioni tecniche e operative avverse in tutto diciassette aeromobili perduti, di cui undici per incidenti, e cinquantanove membri degli equipaggi caduti in azione. Con la cessazione delle ostilità lo Stormo svolse un ruolo essenziale nel riassorbimento e nella normalizzazione delle attività aeronautiche nazionali: dal 17 ottobre 1945 la sede fu spostata da Lecce all’aeroporto di Guidonia, il reparto assunse compiti prevalenti di trasporto sul territorio nazionale e di addestramento degli equipaggi, venendo altresì impiegato per l’addestramento dei paracadutisti; nella fase di riorganizzazione dello Stato Maggiore l’1 gennaio 1948, in concomitanza con lo scioglimento del Raggruppamento Bombardamento e Trasporti, il Notturno fu inquadrato nel Raggruppamento Misto, struttura essa stessa soppressa il 10 ottobre 1948, e poco dopo, il 1º novembre 1948, lo Stormo assunse la nuova denominazione ufficiale di 36º Stormo, Specialità Trasporti. Tra i protagonisti di questa complessa vicenda umana e militare emergono i nomi dei comandanti che succedettero al comando: il Maggiore Pilota Nicola Fattibene (luglio-settembre 1944), il Tenente Colonnello Pilota Ugo Vincenzi (novembre 1944-marzo 1945), il Tenente Colonnello Pilota Giuseppe Colavolpe (marzo 1945-maggio 1946), il Tenente Colonnello Pilota Ercole Savi (maggio 1946-ottobre 1947) e il Colonnello Pilota Amedeo Micciani (ottobre 1947-novembre 1948); tra gli equipaggi e gli ufficiali che servirono nello Stormo si segnala, tra gli altri, il Maggiore Corrado Ricci. Per il valore dimostrato nelle difficili condizioni operative il reparto fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare, decorazione accompagnata da un nastro per uniforme ordinaria e da un attestato che riconobbe allo Stormo “con personale già duramente provato dalla guerra e dotato di velivoli di vecchio tipo, spesso ricostruiti con materiale recuperato, superando notevoli difficoltà tecniche logistiche e organizzative, assicurava, con continuità, i rifornimenti a truppe nazionali e partigiane operanti nei Balcani dando a esse la possibilità di condurre vittoriosamente l’asperrima lotta impegnata con il nemico accerchiante. Con l’abnegazione dei suoi equipaggi e il supremo sacrificio di alcuni di essi, offrì alla causa della Patria un magnifico contributo per la sua rinascita“, quale riconoscimento ufficiale dell’attività condotta nel periodo indicato dalla motivazione (“Cielo del Mediterraneo Centrale e dei Balcani, 1º febbraio 1944–8 maggio 1945“) e quale documento storico che sintetizza il contributo logistico-operativo e il sacrificio umano dello Stormo Notturno.

     Roberto Marchetti

Fonte: wikipedia.org